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Climatizzatore, ma quanto mi costi?

Climatizzatore, ma quanto mi costi?

Lucifero, Caronte e vari altri anticicloni africani dai nomi più o meno suggestivi portano periodicamente verso l’Italia ondate di afa e caldo infernale, meglio sarebbe dire Sahariano e ci costringono a cercare i più disparati metodi di refrigerio.
Le nonne consigliano di coprirsi la fronte con pezze inumidite con acqua fresca o bagnare mani e piedi, le mamme suggeriscono di tenere acceso il ventilatore, mai a massima velocità, nella stanza e di abbassare le serrande, i fratelli vogliono avere sempre in mano il telecomando del condizionatore.

È arrivato il momento di acquistare un climatizzatore con tecnologia inverter e sensore di rilevamento di presenza, con possibilità di controllo da remoto tramite smartphone e Wi-Fi.

Sapete perché?  Vi fa soggiornare in un ambiente sano, fresco e deumidificato e oltretutto vi fa risparmiate; vediamo come…

La differenza fra condizionatore e climatizzatore

Innanzitutto una doverosa precisazione: il condizionatore e il climatizzatore sono due dispositivi completamente differenti:

  • il condizionatore, ormai di concezione molto obsoleta, immette solamente aria a bassa temperatura in un ambiente a temperatura più alta, “condizionando” appunto la temperatura media, che inevitabilmente si abbassa per un mero miscelamento di masse d’aria;
  • il climatizzatore, invece, secondo il grado di evoluzione, può agire su più parametri vitali, come l’umidità e il gradiente termico, in funzione non solo della temperatura di partenza, ma anche di molte altre condizioni al contorno.

L’uso degli ormai arcaici condizionatori presenta molti rischi per la salute, perché crea zone a netta differenza di temperatura (ossia il presupposto per esporsi al classico sbalzo termico) e in ogni caso non conviene affatto dal punto di vista economico, essendo la regolazione di tali macchine rudimentale, se non del tutto inesistente.

Climatizzatori antichi e climatizzatori moderni: si gioca (quasi) tutto sull’inverter

Declinando, quindi le proposte di mamme, nonne e fratelli, vediamo se potete accontentarvi del climatizzatore che avete già nella vostra abitazione oppure se è il caso di passare ad un sistema a migliore efficienza energetica.

climatizzatori più stagionati sono inevitabilmente dotati di meno funzioni rispetto a quelli attuali, ma ciò che realmente conta non è tanto avere un maggior numero di bottoni sul telecomando quanto un’architettura più efficiente nel motore termodinamico.

L’elemento che fa la differenza fra macchine di ieri e di oggi è la tecnologia inverter, che riesce a raffreddare molto velocemente l’ambiente di pertinenza e poi, in modo più o meno graduale secondo le preferenze personali dell’utente, varia la potenza per mantenere lo status raggiunto, con consumi bassissimi di energia elettrica, fino al 40% in meno rispetto ad un tradizionale sistema on/off termostatico.

Se avete già nella vostra abitazione un climatizzatore con inverter siete praticamente a posto, altrimenti vi consigliamo di fare un aggiornamento, magari usufruendo anche del cosiddetto incentivo ecobonus/detrazioni fiscali al 65%.

Per agevolare l’autoanalisi del dispositivo di raffrescamento che avete già installato in casa, vi diciamo che a partire dal 2013 i climatizzatori devono tutti essere dotati di inverter.

Climatizzatori di Classe Energetica A+++: la scelta migliore, anche per la bolletta!

Proseguendo la scalata dei sistemi raffrescanti a miglior resa nel rapporto qualità/prezzo, dalla pezza inumidita arriviamo adesso al non plus ultra offerto dalla tecnologia odierna in materia di raffrescamento: il climatizzatore con inverter provvisto di sensore rilevatore di presenza controllato da remoto con smartphone via Wi-Fi.

Appurato l’interesse di molti lettori per l’hi-tech e la domotica, prevediamo un buon successo commerciale per questo elettrodomestico.

È infatti un dispositivo molto intelligente, che modula la potenza diminuendo il consumo di energia quando si accorge che l’ambiente è disabitato e dirige i flussi d’aria fredda verso gli angoli morti della stanza quando rileva la presenza (e determina anche la posizione) di persone, in modo da evitare correnti dirette.

Di notte, o nelle ore più fresche, apposite funzioni automatiche regolano il consumo di energia per garantire il massimo comfort col minor dispendio di energia. I motori di questi climatizzatori di ultima generazione sono molto silenziosi (a volte non superano i 20 decibel, praticamente un bisbiglio) e quindi non solo sono a basso consumo, ma possono essere usati anche tutta la notte perché non disturbano il sonno.

La classe energetica è, ovviamente, la migliore, ossia la A+++, cui sono associati dei consumi energetici molto vantaggiosi, come ci conferma il cosiddetto indice SEER (Season Energy Efficiency Ratio o Indice di Efficienza Energetica Stagionale): a parità di fabbisogno medio annuo di freddo, un climatizzatore di classe A+++ ha un indice SEER di 8,5 e consuma circa 150 kWh l’anno, mentre un climatizzatore obsoleto, di classe F, ha un basso indice SEER (3) e un elevato consumo annuo (430 kWh). Tutto ciò nulla ha a che vedere con la nota certificazione energetica degli edifici: bensì è un parametro equivalente a quest’ultima, riferita però agli elettrodomestici, cui viene assegnata una classe energetica in rapporto ad un prestabilito consumo annuo in kWh.

Facendo rapidi calcoli, se si acquista un climatizzatore A+++ del costo di 1.500 euro, in meno di 5 anni (e per quel che riguarda la sola componente del raffrescamento) si riesce ad ammortizzare la somma investita.

Di Studio Mea


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